|
PRIMA LORO Che si tratti di soste brevi o di tappe per la notte cambia poco: siamo tenuti ad assicurarci che esistano le condizioni perché i nostri quattro-gambe possano riposare davvero. Detto ciò, un'escursione in sella deve rappresentare prima di tutto un piacere: quindi via libera alle pause per ammirare un bel panorama, visitare un monumento o tuffarsi nelle acque dei fiumi: ma senza dimenticare che entro sera dovremo percorrere un discreto numero di chilometri per arrivare al luogo del pernottamento. LE PAUSE DIURNE Anche se vogliamo fermarci solo iI tempo necessario per scattare due foto o per rifornirci di generi alimentari in un bar, leghiamo i cavalli all'ombra e possibilmente vicino a qualche ciuffo d'erba. Sebbene sia sempre meglio dissellare i cavalli durante le soste, questo tipo di legatura permette anche, se ci si ferma davvero poco, di lasciarli "vestiti": a patto che qualcuno rimanga a controllarli. Il rischio è che si impiglino nella corda, specialmente con il pomolo della sella western.
IN CAMPAGNA Meglio la CATENARIA BASSA, invece, se abbiamo intenzione di fermarci un pò più a lungo, perché così abbiamo la certezza che non possano avvicinarsi eccessivamente gli uni agli altri. Qualunque sia la tecnica di legatura scelta, cerchiamo un posto ombreggiato e togliamo la sella, stendendo sulle reni una COPERTA LEGGERA: anche d'estate, infatti, a meno che non faccia un caldo davvero torrido, è possibile che l'aria giochi brutti scherzi ai nostri accaldati amici. L'acqua va somministrata il più spesso possibile (sia durante le soste sia In viaggio, appena ci troviamo di fronte a un ruscello o a un laghetto), per quanto riguarda il CIBO del nostro amico molto dipende dalla durata del trekking. Nelle escursioni di una sola giornata può bastare semplicemente l'erba, mentre sono necessari un po' di FIENO e di MANGIME per quelle più lunghe: non in quantità eccessiva, perché il cavallo deve rimettersi in cammino, ma quanto basta per arrivare alla sera in buone condizioni. Del resto, non gli farebbe bene divorare l'intera razione quotidiana tutta in una volta dopo esser giunto a destinazione. Non possono invece mancare I SALI MINERALI, grazie ai quali il nostro amico recupera il sale perso attraverso il sudore durante il viaggio. Durante i TREKKING IMPEGNATIVI, ogni occasione è buona per dare modo al nostro cavallo di RECUPERARE LE ENERGIE, anche mentre cammina. Se ogni tanto allunga il collo per assaggiare la vegetazione circostante lasciamoglielo fare, a maggior ragione quando ci imbattiamo In un bel ciuffo di nutriente erba medica. E non prestiamo attenzione a chi ancora sostiene che in questo modo non rispetta la nostra autorità... In mancanza della coperta, specialmente quando ci troviamo in un luogo ventilato o sulla cresta di una collina usiamo il SOTTOSELLA. quello ampio e spesso da trekking o da monta western. Quando non possiamo fermarci a controllare che la coperta improvvisata rimanga in posizione, limitiamoci ad allentare di qualche buco il sottopancia senza dissellare e spazzoliamo il sottopancia e il sottosella dopo averli utilizzati. Poi, in mancanza di un supporto più adatto appoggiamoli a terra insieme alla sella, ma cerchiamo qualcosa con cui coprirli per evitare che l'umidità notturna li rovini. Durante i trekking la vita e spartana, ma non significa che possiamo trattare negligentemente la nostra attrezzatura. 
LA TAPPA NOTTURNA Una volta raggiunto il luogo in cui pernotteremo, prima di pensare alla nostra cena preoccupiamoci dei cavalli, che devono essere DISSELLATI e ASCIUGATI: con la stecca da sudore, dopo una bella DOCCIA FRESCA nelle giornate estive, se alloggiamo in un centro che ci mette una canna a disposizione, o con una manciata di paglia da sfregare soprattutto sulle reni in quelle invernali dopo ogni giornata di trekking. ESAMINIAMO CON CURA IL NOSTRO AMICO per verificare che la bardatura non gli abbia provocato principi di fiaccatura e che non ci siano sassolini incastrati sotto il piede. Inoltre, controlliamo che i ferri siano ben saldi. Quando i nostri amici dormono all'aperto, la coperta è necessaria. Possiamo utilizzare anche per la notte il TELO MILITARE, ma dobbiamo legarlo sotto la pancia con un fascione elastico. Se potessero scegliere, i cavalli dormirebbero sempre nel RECINTO, che permette loro di sdraiarsi e concedersi qualche bella rotolata, purché sia abbastanza ampio: almeno nove mq per ogni ospite. Però, se non abbiamo la certezza che il nostro compagno di viaggio sia un tipo pacifico ci conviene optare per un qualche genere di legatura (alla catenaria, o semplicemente a un albero); a meno che la mattina non ci piaccia fare un po' d'esercizio andando alla ricerca di quadrupedi fuggitivi... CHE NON CI VENGA IN MENTE DI ACCENDERE IL FUOCO: È VIETATO, E RISCHIAMO MULTE SALATE. ANCHE CON IL FORNELLINO DA CAMPEGGIO DOBBIAMO PRENDERE ALCUNE PRECAUZIONI, COME CIRCONDARLO CON PIETRE CHE ISOLANO LA FIAMMA
Sembra facile? E invece non lo è affatto. Il mondo ormai non è più pensato per i cavalli, quindi scordiamoci l'idea romantica di andare alla ventura: un posto che metta a disposizione letti e pasti caldi per noi lo potremo anche trovare, ma uno che sia pronto a ospitare degnamente anche i nostri amici sarebbe una rarità. Quindi durante la fase di organizzazione dovremo studiare sulla carta un percorso che preveda punti dove effettuare soste brevi e luoghi in cui fermarsi la notte, Se non possiamo contare sul mezzo di supporto e dobbiamo quindi chiedere ospitalità presso un centro ippico o un agriturismo, è necessario verificarne l'effettiva disponibilità con telefonate preventive. Qualche giorno prima della partenza si effettua poi un sopralluogo, in modo da accertarsi che per raggiungerlo non ci siano sbarramenti e che le condizioni climatiche non abbiano reso impraticabili i sentieri. Chi viaggia col mezzo di supporto può concedersi invece molti più lussi del pernottamento. Dal momento che abbiamo la possibilità di portare con noi una TENDA AMPIA e soprattutto le taniche per l'acqua e i sacchi del mangime, non è indispensabile trovare un centro che ci ospiti per la tappa notturna. Sul fuoristrada caricheremo anche un FORNELLINO DA CAMPEGGIO o addirittura la CUCINA cosiddetta ECONOMICA, costituita da una piastra principale su cui si appoggiano le pentole, e da un vano inferiore nel quale si mette la legna (meglio se di erica o leccio, che bruciano prima): manicaretti in arrivo!
|