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Giffoni e il Film Festival

 
Pericoli e insidie della passeggiata

QUASI QUASI SCENDO
Davanti a un guado impegnativo o a un dirupo, la presenza di un ponte può sembrarci una vera fortuna, ma non sempre è cosi: vediamo come e quando conviene attraversarlo.
Da percorrere solo se indispensabile sono i pomi DI LEGNO BAGNATI: equivale a camminare sul sapone. Cerchiamo di evitarli nelle giornate piovose, nella stagione umida o se si trovano in zone sempre all'ombra, perché sotto il peso dello zoccolo l'acqua accumulata ritorna in superfìcie, mescolandosi con polvere e fanghiglia e diventando più insidiosa del ghiaccio. Se non abbiamo alternative, fasciamo i piedi dell'animale con pezzi di tela odi stoffa da legare al pastorale, che consentiranno la presa. Noi cammineremo al suo fianco, mantenendo un passo regolare che prevenga frenate o partenze improvvise. Si procede con il cavallo alla mano anche sulle passerelle fatte con tronchi tondeggianti, che mettono alla prova il suo equilibrio.
FRA UN PONTE IN LEGNO E UN GUADO, SPESSO È PIÙ SICURO SCEGLIERE IL SECONDO

TOMBINI & CO.
Ovvero, tutti gli elementi in metallo che possiamo incontrare durante un'escursione, e che vanno dalle grate per lo sgrondo dell'acqua ai ponti e ai tombini. Prima di camminarci sopra dobbiamo valutare due fattori: il materiale sdrucciolevole, che è un rischio.
Diverso è il discorso quando si percorrono PASSERELLE DI TAVOLE O TRAVERSINE. Verifichiamone la solidità percorrendole a piedi, così da essere sicuri che sopporteranno il passaggio dei nostri amici, che non ci siano assi pericolanti e che fra una traversina e l'altra non si notino fessure abbastanza ampie perché il piede vi rimanga incastrato. Poi rassicuriamo i soggetti meno esperti, sconcertati dal rumore sordo che lo zoccolo produce sul legno. La tecnica è sempre quella di farsi aiutare da un cavallo tranquillo, che passerà davanti a noi fino a quando il nostro non sarà sereno. Non scendiamo tirandolo per le redini: se si lascia convincere e spicca un balzo, rischia di atterrare sui nostri piedi e spezzare le assi di legno con drammatiche conseguenze. È invece decisamente meglio evitare grate e tombini: c'è il rischio che si sfondino sotto il peso del cavallo o che lo zoccolo, in modo particolare se munito di ramponi, vi rimanga incastrato.

 

CON I LORO OCCHI
Se alcune situazioni appaiono chiaramente rischiose, altre si rivelano tali solo quando proviamo a esaminarle nella prospettiva equina: per esempio, chiunque capirebbe che camminare lungo una ferrovia non è sicuro, ma forse non a tutti verrebbe in mente di stare all'erta in prossimità dei canali di scolo, perché l'odore può infastidire gli animali poco esperti al punto da spingerli a improvvisi dietro-front. Questo è solo uno dei più banali incidenti di percorso, ma i pericoli nei quali rischiamo di imbatterci lungo il cammino possono essere ben peggiori: esaminiamone alcuni tenendo presente che in campagna la scelta di evitare determinati passaggi non è mancanza di coraggio, ma rispetto per i cavalli. Sembra assurdo, ma molti escursionisti finiscono nei guai proprio a causa dell'orgoglio, che li spinge a osare ben oltre le loro possibilità e quelle dell'amico a quattro gambe.

IN CARROZZA!
Come abbiamo già detto, attraversare le rotaie è una pessima idea: non solo per il rischio che l'animale scivoli sulle traversine di legno o si ferisca con le pie¬tre che si trovano fra l'una e l'altra, ma soprattutto per la non remota possibilità che il treno sopraggiunga all'improvviso. Può capitare, tuttavia, che non ci siano davvero altre soluzioni, magari perché una frana ha bloccato il nostro sentiero: solo in casi del genere siamo autorizzati a camminare lungo la ferrovia, ma impiegando la massima cautela. In primo luogo scegliamo con cura il punto migliore, che deve garantire una perfetta visibilità e sarà quindi lontano dalle curve o dalle zone in cui la vegetazione è troppo fitta. In seguito, un componente della comitiva attraverserà le rotaie a piedi in modo da controllare che il treno non sia nemmeno all'orizzonte, e poi farà cenno agli altri di raggiungerlo, uno alla volta e con il cavallo alla mano.
Quando si affronta un trekking molto lungo, durante il quale ci si allontana parecchio dai centri abitati, è possibile imbattersi in ferrovie ormai completamente in disuso. In questo caso seguire il percorso tracciato dai binari può essere addirittura utile, perché saremo certi di non incontrare valichi insormontabili o insidie di altro genere lungo il cammino. Però si tratta di casi auspicabilmente sporadici e durante i quali la prudenza non deve mai venir meno: le traversine di legno, infatti, sono poste a una distanza tale per cui il cavallo non riesce a procedere con passo regolare, poiché ogni due o tre falcate si ritrova troppo vicino o troppo lontano da quella successiva. Il ritmo sarà perciò poco fluido e la stanchezza si farà sentire presto. Inoltre, il legno è reso ancora più scivoloso dal catrame con cui era stato inizialmente trattato, o può presentare schegge che rischiano di ferire il nostro amico.