| Pericoli e insidie della passeggiata |
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QUASI QUASI SCENDO TOMBINI & CO.
![]() CON I LORO OCCHI Se alcune situazioni appaiono chiaramente rischiose, altre si rivelano tali solo quando proviamo a esaminarle nella prospettiva equina: per esempio, chiunque capirebbe che camminare lungo una ferrovia non è sicuro, ma forse non a tutti verrebbe in mente di stare all'erta in prossimità dei canali di scolo, perché l'odore può infastidire gli animali poco esperti al punto da spingerli a improvvisi dietro-front. Questo è solo uno dei più banali incidenti di percorso, ma i pericoli nei quali rischiamo di imbatterci lungo il cammino possono essere ben peggiori: esaminiamone alcuni tenendo presente che in campagna la scelta di evitare determinati passaggi non è mancanza di coraggio, ma rispetto per i cavalli. Sembra assurdo, ma molti escursionisti finiscono nei guai proprio a causa dell'orgoglio, che li spinge a osare ben oltre le loro possibilità e quelle dell'amico a quattro gambe. IN CARROZZA! Come abbiamo già detto, attraversare le rotaie è una pessima idea: non solo per il rischio che l'animale scivoli sulle traversine di legno o si ferisca con le pie¬tre che si trovano fra l'una e l'altra, ma soprattutto per la non remota possibilità che il treno sopraggiunga all'improvviso. Può capitare, tuttavia, che non ci siano davvero altre soluzioni, magari perché una frana ha bloccato il nostro sentiero: solo in casi del genere siamo autorizzati a camminare lungo la ferrovia, ma impiegando la massima cautela. In primo luogo scegliamo con cura il punto migliore, che deve garantire una perfetta visibilità e sarà quindi lontano dalle curve o dalle zone in cui la vegetazione è troppo fitta. In seguito, un componente della comitiva attraverserà le rotaie a piedi in modo da controllare che il treno non sia nemmeno all'orizzonte, e poi farà cenno agli altri di raggiungerlo, uno alla volta e con il cavallo alla mano. Quando si affronta un trekking molto lungo, durante il quale ci si allontana parecchio dai centri abitati, è possibile imbattersi in ferrovie ormai completamente in disuso. In questo caso seguire il percorso tracciato dai binari può essere addirittura utile, perché saremo certi di non incontrare valichi insormontabili o insidie di altro genere lungo il cammino. Però si tratta di casi auspicabilmente sporadici e durante i quali la prudenza non deve mai venir meno: le traversine di legno, infatti, sono poste a una distanza tale per cui il cavallo non riesce a procedere con passo regolare, poiché ogni due o tre falcate si ritrova troppo vicino o troppo lontano da quella successiva. Il ritmo sarà perciò poco fluido e la stanchezza si farà sentire presto. Inoltre, il legno è reso ancora più scivoloso dal catrame con cui era stato inizialmente trattato, o può presentare schegge che rischiano di ferire il nostro amico.
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